Thursday, May 13, 2010

Milioni di Greci contro il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e l’ Unione Europea (UE)

Milioni di Greci contro il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e l’ Unione Europea (UE)


Mercoledi 5 Maggio centinaia di milliaia di lavoratori greci del settore pubblico e privato, disoccupati, giovani, pensionati, immigrati, piccoli imprenditori, ecc, hanno affollato le strade delle principali città greche in ocasione dello sciopero generale. Per molti decenni il paese non ha vissuto manifestazioni cosi massiccie ed esasperate. Ad Atene il corteo è stato enorme e ha avuto una lunga durata, nonostante le contiue aggressioni della polizia e delle forze anti-sommossa (MAT). Altretanto grandi manifestazioni sono state verificate a Salonicco, Patrasso, Ioannina, Larisa, Volos ma anche nei capo luoghi delle isole del Egeo e del Ionio nonchè ai capo luoghi dell’ isola di Creta. Mediante queste manifestazioni, la grande maggioranza del popolo greco ha dichiarato in modo palese che è contrario ai provedimenti e alle manovre macroeconomiche intraprese dal governo greco in collaborazione con il Fondo Monetario Internazionale e l’ Unione Europea. Inpiù, la maggioranza del popolo greco ha chiarito che lottera con grande determinazione al fine di capovolgere i provedimenti intrapresi.


Le manovre economiche annunciate sono state il frutto dell’ accordo tra il governo del PASOK e il FMI e l’ UE. Oltre tutto, tali manovre prevedono grandi diminuzioni al livello dei salari dei lavoratori del settore pubblico nonchè migliaia di licenziamenti, tagli alle pensioni, liberalizzazione della quota legale dei licenziamenti nel settore privato, diminuzione dell’ indennita di buona uscita nel caso del licenziamento, abolizione dei contratti collettivi di lavoro, grandi aumenti delle imposte indirette, aumento dell’ IVA, privatizzazioni, grandi tagli alla spesa pubblica nei settori della sanità, della pubblica istruzione e dello Stato sociale. In pratica, tali manovre costituiscono una politica di bestiale barbaria sociale, la quale avrà come effetto immediato il ritorno della Grecia nei decenni precedenti, durante i quali era diffusa la povertà, la disoccupazione e la pauperizzazione della maggior parte del popolo greco. Gli scopi basilari e reali dei provedimenti sono: il salvataggio degli speculatori-creditori della Grecia, la grande diminuzione del costo del lavoro per poter attirare i ferocci investimenti stranieri, la svendita della ricchezza del paese e la tutela dei profitti dell’ interna classe elitistica borghese. Tramite questi provedimenti macroeconomici, la Grecia si arrende totalmente al Capitale straniero imperialistico e alle sue Organizzazioni internazionali. La Grecia si trasforma in modo automatico ed ufficiale in una colonia dei «banditi» stranieri e contemporraneamente il popolo greco si trova sottomesso agli sostegni economici internazionali e agli ordini del FMI e degli Europei imperialisti.


Questo procedimento non è stato effettuato da un momento all’ altro. Mediante la partecipazione della Grecia nell’ Unione Europea (ex Communità Europea) dagli inizi degli anni ’80, l’ economia greca si è sottomessa alle direttive dei monopoli europei ed è stata espugnata dalle multinazionali e dal Capitale Europeo in misura maggiore rispetto agli anni precedenti. Gradualmenete, sono stati decomposti i seguenti settori: il settore agricolo, l’ industria leggera e le strutture produttive. Inoltre, c’è stato il crollo delle esportazioni di quelli settori produttivi nei quali la Grecia presentava enormi vantaggi comparati rispetto ad altri paesi. La produzione interna è stata sostituita dall’ aumento delle importazioni. La situazione ha iniziato ad aggravarsi dopo l’ adesione del paese alla zona dell’ Euro e dopo l’ evidenziarsi dell’ incapacità dello Stato Greco di attuare una politica monetaria e valutaria indipendente. La Grecia, come del resto tutti i paesi della periferia europea, è diventata un grande cliente delle esportazioni tedesche e francesi, le quali venivano sovvenziate e finanziate dal prestito Statale e dall’ indebitamento dei soggetti privati. In Grecia è fallito il sistema elitistico della borghesia interna, il quale aveva come obiettivo principale la trasformazione della Grecia in un paese dove il settore terziario e il settore turistico sarebbero stati prevalenti. Il sistema non ha evitato il fallimento perchè è stato influenzato in modo immediato dall’ intrusione del Capitale straniero e dagli effetti della crisi internazionale capitalista.


La crisi debittoria della Grecia costituisce solamente la prefazione di una crisi generale, la quale è stata scoppiata alle economie del Sud Europeo ed è il frutto del conflitto del capitali, delle valute, dei tassi di cambio e delle politiche intraprese nel contesto delle forze imperialistiche. In pratica, si verifica un antagonismo forte, causato dalla crisi capitalista e dal susseguirsi dei tentativi intrapresi dalle parti economiche – finanziarie al fine di attribuire una all’ altra il costo pesante della crisi capitalista. L’ aggressione dei cosidetti speculatori al fine di centrare la bancarotta dello Stato Greco ha come obiettivo principale il sabotaggio dell’ Euro e la messa in prova della coesione della zona dell’ Euro. La Grecia è stata scelta perchè rappresenta il cerchio debole di questa catena. Di sicuro questo tipo di aggressione continuerà, perchè è stato provato che la zona dell’ Euro costituisce un caso peculiare per via dei gravi problemi, delle grandi contrapposizioni e degli antagonismi nazionali che si evidenziano e ostacolano la coordinazione delle politiche.


Indipendentemente dal percorso dell’ Euro e l’ evolversi della crisi internazionale, il dato di importanza rilevante è che la lotta dei lavoratori e il loro tentativo di capovolgere le politiche barbare possono ispirare una grande speranza. In questi giorni i lavoratori Greci si trovano per le strade contro il terrorismo della polizia e contro la fomentazione che organizzano i vari centri di potere, i quali hanno come obiettivo principale quello di impaurire i manifestanti. I manifestanti tentano di protegere i loro cortei dalla polizia e dalla violenza crudele di quelli che sono responsabili della morte dei tre impiegati della Banca bruciata ad Atene. I manifestanti mandano alla comunità internazionale un messaggio di solidarietà di classe e invitano specialmente i lavoratori Europei di ribellarsi e di lottare contro le misure di austerità che vengono decise ed intraprese all’ interno di molti paesi dell’ Unione Europea.


I lavoratori Greci, i disoccupati, gli immigrati, i giovani e gli anziani lottano per mandare via il FMI e Unione Europea ma anche per ottenere il capovolgimento delle misure firmate dal governo di Papandreu. Lottano per ottenere l’ uscita del paese dall’ Unione Europea. Devono continuare a lottare per ottenere una Grecia indipendente e governata dal popolo. Cioè una Grecia che rappresenta l’ unica soluzione per poter affrontare la classe interna borghese-capitalistica, la quale ha portato l’ economia e la società greca in questa situazione.



Il reparto internazionale dell’ Organo Direttivo del KKE (m-l)

Atene, 06/05/2010